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12/10/2005
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Il Campione - Contadino
Anche se non fosse quello
che è (uno dei più noti campioni di ciclismo del mondo), anche
se non fosse così simpatico e cordiale (ha insistito per aprirci
le porte della sue casa e della... cantina), anche se non
sapessi che nel web - secondo Google - 7380 pagine parlano di
lui, penserei che è un campione. Un ragazzo destinato ad
emergere. Che stia sopra o giù dalla scomoda sella di una bici.
Perchè Marzio Bruseghin, ciclista di punta della Fassa Bortolo,
in mezz'oretta d'intervista, ci ha convinti di una cosa: un
campione, per essere tale, non ha bisogno di vincere alcuna
competizione.
Perchè un
coneglianese (di nascita), dopo aver vissuto in tante parti del
mondo, ha scelto di "mettere radici" in Piadéra (località sulle
colline di Vittorio Veneto, ndr)?
Beh - risponde indicando
il paesaggio che si vede dalla sua casa - la risposta viene
dalla natura. Piadéra è una località splendida.
La gente del posto
dice che le colline che hai comprato (15 ettari al confine tra
Fregona e Vittorio Veneto), non siano adatte alla coltivazione
della vite. Eppure, nell'ultimo anno, tu hai vestito di vigneti
questi poggi.
Che della vite non cresca
sopra una certa altitudine è un pregiudizio. Sulle pendici delle
Alpi trentine, i vigneti sono magnifici e danno un ottimo vino.
E lo stesso avviene a Ciser, una località che sta più in alto
rispetto a Piadera.
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Marzio nella sua campagna
vittoriese - © Da Ros |
Che vitigni hai
piantato?
Prosecco e un po' di
Traminer aromatico, ma solo per uso personale.
Stanno crescendo
bene?
Le piante sono sane. E il
prossimo anno potrei già fare il primo raccolto.
Ti affiderai a una
cantina o "firmerai" personalmente le tue bottiglie?
Non lo so ancora. Il mondo
del vino, così come quello della campagna, è affascinante anche
se impegnativo. Vedrò, col tempo, quali operazioni compiere qui
in Piadera.
La tua
passione per la campagna è recente?
No, l'ho sempre avuta. Mi
piace la natura. Mi piacciono i suoi colori, i suoi profumi. Il
luogo dove ho scelto di vivere per me è l'ideale. L'ho sistemato
senza stravolgerne la fisionomia. Vedi le colline? Non ho
operato sbancamenti o drastiche modificazioni. I filari seguono
il profilo originario dei declivi. Ho solo cercato di sistemare
i campi e il piccolo boschetto che sta alle mie spalle:
un'operazione che completerò a poco a poco, con l'aiuto di mio
padre.
Tuo padre faceva il
contadino?
No. Mio nonno faceva il
contadino.
Parliamo un po' di
te. Sei uno dei più noti ciclisti italiani al mondo. Diventare
un campione era il tuo sogno da bambino?
No il ciclismo l'ho
scoperto per caso. A 16 anni ho iniziato a fare qualche gara ad
avere i primi successi. Poi, nel '97, sono diventato
professionista. E con la Fassa Bortolo, che è una delle quattro
società più importanti d'Italia, ho partecipato a tutte le
maggiori competizioni.
Con un successo
particolare?
Per quanto possa sembrare
strano, non sono mai arrivato primo.
Ma i primi posti
sono comunque i tuoi...
...(sorride)
Ora ti faccio una
domanda imbarazzante (per te): quanto guadagni come
professionista?
Non chiedermelo. Ti posso
solo dire che non mi lamento del compenso. Sicuramente guadagno
più di una normale persona che svolge un lavoro "normale". Ma
non sono ai livelli di un calciatore professionista: in quel
settore i compensi sono fuori della realtà.
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Un momento di relax - © Da Ros |
Qual è il segreto
per diventare un campione?
Non lo so. La tenacia
forse. La fortuna. Il credere in quello che si fa.
Ti alleni ogni
giorno?
Sì.
Quanti chilometri
fai?
Un centinaio.
Oggi dove ti ha
portato la tua bici?
Sono stato qui vicino,
dietro casa... A Valdobbiadene...
Quando ti alleni,
indossi uno di quegli attrezzi infernali che dovrebbero misurare
le tue forze?
Ti riferisci al
cardiofrequenzimetro? Sì, a volte lo uso. Ma io mi affido
soprattutto all'istinto. Quando corro, ascolto il mio corpo. Non
ho bisogno di strumenti particolari.
Cosa fai quando non
corri? Leggi? Guardi la tivù?
No. La mia tivù non funziona. E' un falso
elemento d'arredo. Nel tempo libero, mi piace mangiare e bere
(Marzio nel frattempo, apre il frigorifero e insiste per
offrirci un prosecco ghiacciato), ascoltare la radio, stare
all'aria aperta con gli asini che ho adottato. O andare a caccia
con i miei tre setter: Saro, Hiru e Izar.
Abbiamo lasciato una
domanda in sospeso: da bambino cosa sognavi di fare?
Il contadino. Quello che
farò quando avrò abbandonato l'attività agonistica.
Emanuela Da Ros
"Il Quindicinale'"
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