Rassegna stampa

 

25/05/2006 - La fuga giusta è di Schumacher. Così sfuma il sogno di Bruseghin

GEMONA DEL FRIULI (Udine)
Quando trionfo e rassegnazione si mescolano cinici, quando viene naturale voler bene più allo sconfitto che al vincitore. La tappa numero diciotto del Giro esalta Steffan Schumacher, una delle sorprese più belle del Giro d'Italia. Il tedesco, già vincitore in terra belga nell'arrampicata alla fortezza di Namur, indovina ancora una volta la fuga giusta, sa gestire la situazione, si impone con il suo spunto veloce in una volata a ranghi ristretti. Alle spalle del tedesco Marzio Bruseghin, un simbolo tutto ciclistico: mai una tappa vinta in una carriera prof tutta dedicata - con profitto - ai suoi capitani -, tantissimi tentativi di fuga, anche concreti (è il terzo secondo posto al Giro), tanti tifosi che lo attendono con buffi cappelli dalle lunghe orecchie che richiamano la grande passione del veneto, l'allevamento di asini. Bruseghin piace, dà il senso poetico del Don Chisciotte. Stavolta sembrava la sua giornata: fuga ristretta (5 uomini), percorso conosciuto a memoria, invece niente... "Ci tenevo a vincere una tappa - racconta l'uomo di Conegliano, pensavo potesse essere la volta buona e ho dato tutto. Schumacher però è stato troppo superiore in volata, nulla da dire". In attesa di una due giorni semplicemente tremenda, nel gruppo maglia rosa non succede, non può succedere nulla. Tutti tranquilli, Ivan Basso ancor di più nella difesa del primato. Nell'analisi odierna, il Giro internazionale d'Italia parte dall'Austria, da Sillian, per arrivare dopo 210 km a Gemona del Friuli, altro omaggio della corsa rosa nel trentennale del devastante terremoto del '76. La frazione è difficile, "Sembrava di essere alla Liegi-Bastogne-Liegi", sentenzierà Gilberto Simoni al traguardo. Salite per attaccanti, l'esercizio più problematico è indovinare la fuga giusta. Provano ma sbagliano l'obbiettivo Ullrich e Bettini. Ci riescono invece in cinque: oltre a Bruseghin e Schumacher, ci sono il britannico Wegelius, gli spagnoli Lopez e Gutierrez. L'accordo è perfetto, il gruppo lascia fare, il margine si dilata. Nel finale ci sono due salite degne di una classica del nord: sul 'muro' di Sammardenchia Bruseghin fa il ritmo ma non c'è selezione, su quello di Montenars il basco Lopez - altro con la casella vittorie vuota - cerca l'anticipo, guadagna bene in salita, poi la discesa, vero incubo per parecchi atleti. Tra questi Lopez, che tentenna e viene ripreso. Manca uno strappetto proprio a Gemona, in precedenza Gutierrez Palacios mostra la corda in salita. Bluff, tiratona dello spagnolo che però non sorprende nessuno. Rimane lo sprint, Schumacher è il più veloce, Bruseghin quello che ha speso di più. Il veneto sceglie le transenne per una partenza disperata ai 200 metri, sembra quasi poter sorprendere il rivale, poi la resa. Ora un paio di giorni da vivere in apnea, a partire dall'arrivo al Passo San Pellegrino dopo aver scalato Forcella Staulanza, Fedaia e Pordoi. Comunque vada, sarà spettacolo.

Luigi Panella - La Repubblica